LINO: UN TESSUTO SEMPLICE MA DAI MOLTI PREGI



Il lino è un tessuto antico semplice e allo stesso tempo elegantissimo. Il suo aspetto lucente, le sue pieghe persistenti, donano a questo tessuto quella caratteristica unica che lo rende affascinante e senza tempo; un tessuto che non invecchia mai, il lino più è usato e più diventa bello.


E’ decisamente il tessuto che amo di più, per le collezione estive ma anche per me. Camicie e pantaloni in lino non mancano mai nel mio armadio.

Ma il vero re del lino è il pagliaccetto, perché belli come con il lino non vengono con nessun altro tessuto, soffice leggero e freschissimo nelle calde giornate estive.

Per la collezione estiva 21 ci saranno come sempre i colori continuativi - perla, bianco e marino - ma anche nuovi colori brillanti e gioiosi.


Anche questa stagione visto il successo della scorsa estate, ci sarà il nuovo tessuto in lino e viscosa che riunisce insieme le migliori caratteristiche di entrambi i tessuti. Negli ultimi anni si sta facendo molta ricerca sui tessuti misto lino e devo dire che ho visto cose molto molto interessati. Questo prezioso tessuto è stupendo usato da solo ma è altrettanto affascinate unito ad altre fibre. Un tessuto decisamente versatile.







BREVE STORIA DEL TESSUTO PIÙ ANTICO AL MONDO

Il lino vanta storicamente un primato: è stato la prima fibra tessile effettivamente tessuta dall’uomo grazie alle sue fibre lunghe che non necessitavano di essere filate come invece la lana. La lana, infatti - che è invece la prima fibra tessile utilizzata dall’uomo - venne inizialmente usata sotto forma di lana cardata e non filata e tessuta, innovazione molto più tarda.


Tessuto resistente e versatile il lino si presta fin dall’antichità ad una grande diffusione: gli antichi Egizi ad esempio confezionavano con questo filato le bende per mummificare i faraoni ma anche gli abiti per le funzioni religiose. I Fenici lo resero un tessuto di grande interesse commerciale, facendolo entrare nell’uso quotidiano tra i Greci e tra gli Etruschi che lo usavano prevalentemente per gli abiti dell’aristocrazia e per le vele delle navi. Il lino, infatti, è il più resistente tra le fibre tessili naturali.

Dal Medioriente il lino si diffuse poi in tutta Europa, dove, per tutto il Medioevo oltre che per confezionare indumenti veniva comunemente usato per l’igiene dei bambini che venivano avvolti in lunghe strisce di lino, da cui il nome pannolino. Nonostante l’introduzione del cotone nel 1300 da parte degli Arabi il lino rimase una delle fibra più usate.

Nel Rinascimento l’uso del raffinato lino aumenta e viene usato per camicie, lenzuola, e biancheria per l’igiene intima. Il suo massimo uso il lino lo raggiungerà però tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900.

Nel ‘900 poi, con l’invenzione dei primi telai meccanici e con l’aumento della produzione di cotone in America, il lino lasciò il posto al meno pregiato ma ben più economico cotone.

IL LINO: UNA FIBRA NATURALMENTE SOSTENIBILE

Il tessuto di lino è ricavato dal fusto della pianta del lino (Linum usitatissimum), può avere lunghezze diverse che ne caratterizzano la qualità, più è lunga la fibra più è pregiato il tessuto. Il lino si tesse in finezze molto differenti dai sottilissimi e pregiati come la tela d’Olanda, usata per preziosissime lenzuola, fino a pesantezze più consistenti per i tessuti da arredamento.


La pianta ha una vegetazione di 100 gironi, viene piantata a marzo e raccolta a luglio, la pianta può arrivare fino ad un metro di altezza e fa un piccolo e delicato fiore azzurro nel mese di Giugno. L’Europa - e, nello specifico, Francia, Belgio e Olanda - è il maggiore produttore mondiale con l’80% della produzione e 20 varietà diverse di lino.


La coltivazione del lino è a basso impatto: è una pianta che cresce da sola; non ha bisogno di irrigazione perché le è sufficiente l’acqua piovana; l’uso dei pesticidi è limitato e comunque piuttosto inutile visto che è una pianta poco attaccata dai parassiti. Si può decisamente dire che è naturalmente sostenibile.

La pianta non viene recisa ma estirpata e lasciata macerare sul terreno; questo fa si che la terra venga fertilizzata rendendo il terreno eccellente per le rotazioni dei raccolti.


Della pianta della Lino si usa tutto: con le fibre si realizzano tessuti, i semi ed il suo olio per uso alimentare mentre le anas (le parti legnose del fusto) vengono usate per il giardinaggio e per l’isolamento. Un perfetto esempio di economia circolare.


La lavorazione del tessuto non necessita di tanta acqua, come invece, per esempio, il cotone.

Il lino è una fibra molto permeabile e per questa caratteristica anche nella fase di tintura ha bisogno di pochissima acqua. Questa sua peculiarità fa si anche che il colore rimanga stabile nel tempo.

RIASSUMENDO: I GRANDI PREGI DEL LINO

Il conclusione il lino ha tante caratteristiche che me lo fanno preferire a molti altri tessuti. Eccole qua:

- è termoregolatore: la fibra del lino è cava questa caratteristica lo rende traspirante in estate e isolante in inverno.

- è assorbente: il lino assorbe fino al 20% in più del suo peso d’acqua senza rimanere umido al tatto.

- è anallergico e antibatterico, perfetto per le pelli più sensibili e delicate.

- favorisce il sonno: il lino è un ottimo termoregolatore della temperatura corporea. Le lenzuola in lino favoriscono un sonno ristoratore.

- è biodegradabile: un tessuto di lino se messo sotto terra nel giro di due settimane scompare.

- è ecologico: non ha bisogno di irrigazione ne di defoglianti, ha bisogno di pochissimi fertilizzanti.

- non produce rifiuti: la pianta viene usata in tutte le sue parti



CURA


Il lino durante la filatura viene trattato con acqua a 60 gradi, quindi è un tessuto che tiene

le alte temperature. Anche se è preferibile non superare mai i 40 gradi.

Odia la candeggina, non andrebbe mai candeggiato se non proprio necessario. Va smacchiato immediatamente nel caso di macchie.

Va stirato da rovescio perché le alte temperature del ferro possono lucidare le fibre in maniera permanente.




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